Cos’è l’Osteopatia?
L’Osteopatia, prima ancora di essere una medicina manuale, è una filosofia. Ciò che rende, infatti, l’Osteopatia diversa da altre terapie sta nel modo in cui concepisce e si approccia al dolore del paziente.
I pilastri dell’Osteopatia si focalizzano sul considerare il sintomo di una persona come l’espressione di un problema di funzionamento di tutto il corpo, non solo dell’area in cui si avverte dolore.
Questo si traduce in una terapia che pone la sua attenzione sul trovare l’origine della catena di adattamenti muscolari, vascolari e nervosi che ultimano con la comparsa del sintomo che viene presentato in visita.

A cosa serve?
E’ ormai noto che l’Osteopatia rappresenta un valido aiuto da un punto di vista clinico nella risoluzione di sintomi (muscolo-scheletrici e non) che possono diminuire, anche in modo drastico, la qualità di vita delle persone.
Nonostante questo, l’Osteopatia non nasce come una terapia contro il dolore.
La vera utilità di questa è sempre stata la prevenzione dalla patologia tramite la promozione del corretto funzionamento dei sistemi intrinseci del corpo. Garantendo ciò, l’organismo può esprimere al massimo dell’efficenza le funzioni che lo rendono capace di recuperarsi autonomamente da disturbi infiammatori senza che questi sfocino in dolore anche cronico.

Cosa tratta?
L’Osteopatia non tratta la singola patologia ma, al contrario, il funzionamento del corpo che, in quel dato momento, ha una patologia in corso. Per questo motivo diventa difficile limitare l’utilità dell’Osteopatia a un solo gruppo di problematiche.
Fra i vari tipi di problematiche per cui l’Osteopatia è determinante da un punto di vista di risultati vi sono:
- Dolori muscolari e articolari della colonna vertebrale e degli arti
- Disturbi dell’apparato digerente con conseguenti crampi, gonfiore e alterazioni dello svuotamento
- Alterazioni respiratorie dovute a infiammazioni delle vie aeree nasali o bronco-polmonari
- Disequilibri masticatori con click articolari e mal di testa annessi
- Dolori e incontinenze legati a disfunzioni dell’apparato genitourinario
- Gestione della gravidanza con conseguente preparazione al parto
- Accompagnamento allo sviluppo del neonato dalle prime fasi di vita fino all’adolescenza
Quanto dura una visita e una terapia osteopatica?
La visita osteopatica ha una durata che va dai 60 ai 45 minuti, dipendendo se si tratta di una prima visita o di una visita di controllo.
Durante la prima visita si procede con una raccolta dati approfondita del paziente per capirne il vissuto e la catena di eventi che ha portato al manifestarsi del sintomo. Questa viene poi seguita dalla valutazione osteopatica, utile a capire le correlazioni della zona del dolore con il resto del corpo, ed infine dal trattamento, focalizzato sulle aree che mantengono attiva la catena disfunzionale del paziente.
La visita di controllo punta a riesaminare la condizione del paziente dalla sua ultima visita per poi proseguire il trattamento sulla scia impostata in prima visita.
La durata di un’intera terapia osteopatica è molto soggettiva dal momento che ogni paziente è unico e richiede, perciò, l’elaborazione di un percorso su misura.
Mentre il motivo del consulto del paziente solitamente viene risolto nel breve termine (3/4 visite), la maggioranza dei pazienti decide di proseguire con check up regolari, una volta ogni tre mesi, con l’obiettivo di permettere al corpo di mantenere sempre il suo stato di salute anche nel lungo termine.