Mamme e pavimento pelvico: un alleato sconosciuto delle gravidanze
Cos’è il pavimento pelvico?
Il pavimento pelvico è una struttura costituita da muscoli che formano la base del nostro bacino.
La particolarità principale di questa struttura muscolare sta nel fatto che si presenta su un piano trasversale, formando un vero e proprio pavimento. Questo tipo d’impostazione non è assolutamente casuale.
Il pavimento pelvico, infatti, assieme ad altri piani muscolari trasversali come il diaframma toracico ed il pavimento buccale, funzionano in sinergia tra di loro.
Un “diaframma”, da un punto di vista funzionale, ha grande importanza nel nostro organismo dal momento che è una struttura con molteplici funzioni:
- forma i canali che offrono passaggio ai vasi e nervi di grosso calibro permettendo di garantire l’apporto di sangue ossigenato, il drenaggio dai materiali di scarto ed il controllo nervoso degli organi che si trovano nei loro pressi
- supporta la struttura degli organi circostanti.
I diaframmi si trovano in zone del nostro corpo dove sono presenti anche organi vitali per la nostra sopravvivenza, e questo non a caso.
Infatti, grazie alla funzione dei diaframmi, è possibile mantenere questi organi nella loro posizione fisiologica, permettendo loro di funzionare al meglio.
- Mantenimento della postura della colonna vertebrale
I diaframmi, con la loro attività, permettono di esercitare e mantenere delle pressioni verso l’interno della nostra gabbia toracica e del nostro addome per stabilizzare la colonna vertebrale.
E’ molto frequente presentare alterazioni della postura della colonna e, quindi, di tutto il corpo, in caso di disfunzione dei diaframmi.

Come cambia il pavimento pelvico durante la gravidanza ed il parto?
Nel corso della gravidanza tutto il corpo della madre subisce forti cambiamenti sia strutturali che funzionali con lo scopo di permettere la crescita del feto nelle migliori condizioni possibili.
Uno dei cambiamenti più evidenti che vediamo a occhio nudo è sicuramente l’ingrossamento dell’addome dovuto alla crescita del piccolo nell’utero materno.
Questo fenomeno ha ripercussioni su tutti i diaframmi nonostante il pavimento pelvico sia quello che si modifica maggiormente in proporzione.
Quest’ultimo, infatti, oltre ad essere gravato da un peso aumentato dato dal corpo del feto, si trova a dover sopportare anche le pressioni che si vengono a creare tra utero, intestino e vescica. Per questo motivo, il pavimento va incontro ad un processo di rilassamento che lo renderà meno teso rispetto al normale, altrimenti le pressioni interne al bacino sarebbero eccessive.
Questo evento è importante anche e soprattutto in vista del parto. Il pavimento pelvico ha bisogno di rilassarsi il più possibile per poter permettere la fuoriuscita del bambino senza che la contrazione della muscolatura che lo forma renda il passaggio eccessivamente difficoltoso.
Quali sono le conseguenze di un pavimento pelvico disfunzionale?
Dopo una gravidanza, la riabilitazione del pavimento pelvico dovrebbe essere uno step imprescindibile per evitare che disfunzioni a suo carico ne alterino sia la funzione che la sua capacità di garantire una postura corretta nel resto del corpo.
Uno dei primi segni che le neo-madri tendono a notare è, infatti, un’incapacità di contenere le urine rispetto al periodo antecedente alla gravidanza. Lo “spotting”, ovvero il gocciolamento delle urine durante la giornata in caso di sforzo, è purtroppo frequente nei casi in cui il pavimento pelvico rimanga poco funzionale dopo il parto.
Oltre a questo però, dal momento che il pavimento pelvico è un “diaframma” e che pertanto è utile al mantenimento della postura corretta, si possono avere ripercussioni sulla funzionalità della colonna lombare e delle anche. Questo fenomeno porta spesso allo sviluppo di disturbi infiammatori cronici a carico della muscolatura e delle articolazioni sia del bacino che degli arti inferiori.
Infine, il pavimento pelvico (che offre passaggio alla componente vascolare dell’arto inferiore) quando è poco funzionale può provocare anche disturbi del ritorno venoso. Come conseguenza, si potranno riscontrare problematiche come il gonfiore localizzato soprattutto nelle gambe e nelle caviglie accompagnati spesso anche da crampi notturni.
Come aiutare il pavimento pelvico?
Lavorare sul recupero della funzione del pavimento pelvico dopo un parto significa rinforzare la muscolatura di questo diaframma. Ciò viene fatto tramite delle contrazioni della muscolatura del perineo note come “Esercizi Kegel”.
Di seguito troverai un link a una pagina dove spiega più nello specifico come eseguirli:
https://healthy.thewom.it/terapie/esercizi-kegel/
Conclusione
Il pavimento pelvico è una struttura fondamentale per il controllo della postura del bacino e della colonna lombare. A causa delle sue molteplici funzioni, quando si trova in disfunzione come dopo una gravidanza e/o un travaglio impegnativi, può causare disturbi muscolo-scheletrici, problematiche di gonfiore negli arti inferiori ed incontinenze urinarie.
Giocare d’anticipo sulla salute del pavimento pelvico può fare una differenza sostanziale per il benessere della madre. Per questo motivo, tramite l’Osteopatia, si mira a seguire le varie fasi della gravidanza per evitare che gli inevitabili adattamenti posturali causino disturbi post-parto e per preparare il corpo della madre al meglio al momento del travaglio.
Come sempre, prevenire è meglio che curare.
Per questo motivo, se sei una madre incinta o se conosci una madre che avrebbe bisogno di un aiuto nell’affrontare la gravidanza, prenota una visita e scopri i benefici che l’Osteopatia può assicurarti.