Nel tunnel delle posture lavorative errate

Ho conosciuto Elisa, una delle mie pazienti più care, quando le era stata confermata una diagnosi per tunnel carpale al polso destro. Essendo impiegata in un’azienda tessile, è facile comprendere come un dolore acuto in quella parte del corpo per lei cosi fondamentale rappresentasse un vero ostacolo alla sua vita lavorativa.

Il dolore a volte era cosi forte da non permetterle di chiudere la mano e in alcuni giorni, dovendo comunque utilizzarla per manovrare gli strumenti tessili, si accompagnava anche alla fastidiosa sensazioni di avere come degli spilli nelle dita.

Quando venne in studio era visibilmente preoccupata per la situazione, tanto da essere arrivata a prendere in considerazione un eventuale un cambiamento di lavoro in quanto il dolore iniziava a essere non più sopportabile.

Durante la valutazione osteopatica notai una notevole differenza di altezza tra le spalle che, quando chiesi ad Elisa di sedersi e mimare i movimenti che eseguiva durante il lavoro, portava il polso ad assumere una posizione tutt’altro che confortevole.

Aiutare Elisa a poter utilizzare di nuovo il polso tramite un trattamento focalizzato sulla muscolatura e le articolazioni dell’arto colpito, ha sì prodotto i suoi frutti ma non è stato il fattore determinante per il successo.

Ciò che davvero ha fatto la differenza è stato il lavoro di riequilibrio posturale delle spalle e la rieducazione sul come stare seduti a lavoro per evitare che i dolori tornassero in futuro.

Oggi Elisa lavora ancora in quell’azienda e, nonostante non sempre possa tenere una postura perfetta a lavoro, non ha avuto bisogno di procedere con l’operazione al polso perché i dolori e gli spilli sono spariti del tutto dalla sua vita.

 

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